At recent book reading

At recent book reading

Thursday, January 29, 2009

Saturday, January 10, 2009

World Poetry Workshop Series


proudly presents the following workshop


Ambiguity in Poetry


Location: 1055 East 11th Avenue

Vancouver (private residence)


Date & Time: Saturday, February 14, 2009

2:00-4:00 pm


Description:


Ambiguity is the lack of a single, clear, incontrovertible meaning, and it is part of our everyday experience. In this two-hour workshop we will explore and apply the wonder of ambiguity in poetry, discover what it is, where it comes from, and why it is valuable.

"Why" is perhaps the most fundamental question. Why is it that what would be defined as an error in diction or reasoning for a prose writer, becomes not only legitimate for the poet, but highly prized?

Because poetry is generally a very compressed language, and the poet employes ambiguity to increase still further the richness and the subtlety of that language. He attempts to hold conflicting thoughts and feelings in a sort of balance; tries to expand the literal meaning of what is being said; finally, he means to give layers or shades of meaning to his poetry, thus involving the reader as co-creator and/or interpreter.


Facilitator:


Diego Bastianutti, retired professor of Italian and Spanish Literatures at Queen's University, and Hon. Vice Consul of Italy. His English translation of the seven volumes of poetry of Giuseppe Ungaretti received the 1998 John Glassco National Prize. Bastianutti has already published three volumes of his own poetry, the last one "Per un pugno di terra/ For a Fistful of Soil" was awarded in 2008, the prestigious International Literary Prize "Scritture di Frontiera". He has received numerous other prizes both here and in Europe, was short-listed for the 2008 Bressani National Poetry Prize, and is currently completing his fourth poetry collection. His poetry is included in a number of literary anthologies both here and abroad. He is a member of the League of Canadian Poets, the Federation of BC Writers, and the Association of Italian Canadian Writers. He has been interviewed on the CBC "North x Northwest", and advises and edits poetry on a private contract basis.


Class size is limited

To reserve a space or for more information, please contact Diego Bastianutti directly:


E-mail: diegob@shaw.ca

Tel: (604) 454-9911


Cost:

$20.00 for World Poetry members

$25.00 for non members

Payment will be expected before or at the start of each workshop

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The World Poetry Workshop Team

Ariadne Sawyer, Alejandro Mujica-Olea, Bernice Lever, Addena Sumter Freitag,
and Diego Bastianutti


For more information: ariadnes@uniserve.com or (604) 526-4729
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"Our goal is to provide professional training at an affordable price. We welcome multicultural, multilingual poets, writers, and all creative people."

World Poetry - bringing respect, honour, and peace to the world.

Thursday, January 8, 2009

Introduzione

Voglio esprimere la mia profonda gratitudine alla Dott.ssa Alberta Lai, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura in Vancouver, per avermi concesso il privilegio di presentare il mio ultimo libro in questa sala, un ambiente che ha visto numerosi scrittori prestigiosi, e anche per le sue gentili e generose parole di introduzione. Grazie.

Mi sento inoltre onorato per la qualità del pubblico stasera. Trovo sempre entusiasmante condividere questi momenti con questi “happy few, that band of brothers” [Shakespeare, Henry V] che apprezzano la poesia. Uno dei contesti che più ho goduto durante i miei studi di letteratura fu quello che Dante Alighieri ci offre nel suo Convivio, un banchetto di amanti dell’arte in cui il poeta rende pubblico il suo mondo privato, e nel corso del quale una sorta di flusso elettrico scorre fra il pubblico e il poeta.

Pierre Trudeau amava la poesia. Questi versi di un suo compatriota di Montreal, il poeta Irving Layton, riassumono l’intensità e la gioia con cui lui visse la sua vita:

Danza meglio chi danza con passione
Chi, levando piedi di fuoco dalle fiamme,
tesse prima di coricarsi
un rosso tappeto per il sole.

Il Presidente Kennedy all’inaugurazione della Biblioteca dedicata al poeta Robert Frost, disse:

Quando il potere corrompe, la poesia rende pulito. Non per nulla Robert Frost associò la poesia al potere, poiché lui vide nella poesia il mezzo di salvare il potere da sé stesso. Ogni volta che il potere porta l’uomo all’arroganza, la poesia gli ricorda i suoi limiti. Ogni volta che il potere restringe i campi a cui l’uomo si interessa, la poesia gli ricorda la ricchezza e la diversità della sua esistenza.


Eppure si è anche detto che scrivere un libro di poesia è spesso “come gettare un petalo di rosa nel Grand Canyon e aspettarne l’eco.” La poesia purtroppo non ha mai goduto una grande eco. Byron descrive come si svegliò una mattina e si trovò improvvisamente famoso grazie alla vendita di sole 500 copie di un suo libro di poesia! Ma il suo era ovviamente un mondo perlopiù analfabeta. Quel numero rappresenta ancora oggi moltissime copie. In effetti anche un poeta Nobel oggi deve contendersi l’attenzione di un pubblico bombardato da una miriade di distrazioni: ogni sorta di libri, riviste, pubblicazioni in rete, giornali, televisione, cinema, video, musica a ogni livello di qualità che va dall’infimo al sublime. Si può quindi apprezzare che avere un pubblico come questo stasera rappresenta un grande successo, e vendere poche centinaia di copie è una notevole affermazione!

Una delle grandi facoltà della poesia è l’abilità di preservare, cioé di cogliere momenti speciali nel tempo e nello spazio, e cercare di fissarli. Yeats disse una meravigliosa verità sulla poesia: “Tutto ciò che è personale prima o poi marcisce se non è fatto su in ghiaccio o sale.” Per ghiaccio e sale intendeva il potere della forma e l’elemento conservante della lingua.

La poesia spesso parla di ciò che si è definito “le corde mistiche della memoria,” perché la poesia è fondamentalmente mitologia, il narrare dell passaggio dell’anima attraverso la valle di questa vita, la sua avventura nel tempo, nella storia. Nella sua poesia “Gli strati”, Stanley Kunitz dice,

Sono passato per molte vite,
alcune di esse mie,
e non sono più colui che fui,
pur se qualche principio vitale
mi rimane, dal quale lotto
per non deviare.

La mia è l’opera di un “viaggiatore”, di un “nomade”. Nacqui prima della II Guerra Mondiale a Fiume, Italia, ora Rijeka, Croazia. Immigrai in nord America come D.P. all’età di 14 anni, col risultato che mi mancò molto di ciò che avrebbe dovuto essere la mia formazione, specie le amicizie di gioventù, che possono essere intense quanto un amore, e più durature. Mi identifico facilmente col protagonista del romanzo “Slow Man” di J. M. Coetzee, quando confessa che spesso si sente come il burattino di un ventriloquo quando parla in inglese, la sua seconda lingua.

Spesso si finisce per vivere la condizione dissonante dell’immigrante che si rifiusa di accettare la sua situazione e si sente un esiliato. La mia particolare “patria” era il territorio della Venezia Giulia, che l’Italia perse alla fine della II Guerra Mondiale. Nel mio caso, Fiume è la città nella quale io e i 60.000 che la lasciarono non ritorneremo a viverci mai più, essendo stati forzati a fuggire la pulizia etnica e il terrorismo di stato lanciato contro cittadini italiani dal regime comunista, che ci considerava fascisti. Fiume è quindi diventata per me e tanti altri “la città dei sogni”, “la cittò della memoria.” Ma la memoria tende pure a creare una città ideale che mai esistette, una città dove ci sarebbe piaciuto vivere. Io e coloro come me, che apparteniamo a una doppia cultura, siamo anche condannati a vivere “una terra straniera” dentro noi stessi. Saba esprime bene questo mio attaccamento a una terra non più mia:
Ulisse
Nella mia giovanezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onde emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano piú al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.


Eppure tutti ci allontaniamo da dove siamo partiti, da chi eravamo nella nostra mutevole esistenza. L’uomo si è sempre sentito esiliato da qualche luogo e condizione idealizzati. Siamo nomadi dell’anima, perché il nomadismo è la cultura dell’adottare e dell’adattarsi. E il nostro passato –sia esso una patria, un’età o una condizione- è nel nostro sangue, e quando lo lasciano indietro moriamo un po’ sanguinando. Kunitz lo dice molto bene:

Non ti ha mai detto nessuno
Come il lento sangue cola
Dalla tua ferita nascosta?

Il libro che presento stasera, Per un pugno di terra / For a Fistful of Soil rappresenta ciò che si potrebbe definire “closure” (conclusione), mettere una pietra sopra una fase della mia vita. Il volume si articola in quattro parti, e ciascuna rappresenta una fase critica e formativa della mia vita. Il titolo della raccolta viene messo in chiaro nell’ultima parte, là dove accetto finalmente questa (Canada) come la mia terra. Per dirla con Shirley Geok-Lin Lim,

I miei sensi hanno raggiunto il mio corpo
Il mio respiro l’aria che ingoia
La mia fame la bocca

Perché avere un figlio significa avere un paese
Perché mio figlio mi seppellirà qui
Perché i paesi sono nel nostro sangue e li spurghiamo

Perché è tardi, è troppo tardi per cambiare idea
Perché è ora.

Ciò che lega le quattro parti del libro è l’Amore..., amore per la vita e la terra, amore per l’essere umano senza distinzioni. Jane Hirshfield ci fa notare che,

quando due persone si sono amate
guarda come assomiglia
a una cicatrice fra i loro corpi,
più forte, più scura e fiera;
Come quel cordone di carne li rende un unico tessuto
Che nulla può lacerare né ricucire

Chiudo questa breve introduzione facendo notare che la raccolta presentata in questo libro è in italiano e in inglese. Già scrivendo all’origine, stavo interpretando e traducendo in parole le mie idee e emozioni, pulendo e affinando ogni parola per comunicare il meglio possibile il mio pensiero e sentimento. Per raggiungere questa meta spesso bisogna ricorrere a immagini e metafore per esprimere l’ineffabile.

Quando decisi più tardi di tradurre tutta la raccolta in inglese, mi trasformai in effetti nel suo primo critico e lettore privilegiato. Potei capire e interpretare i miei propri versi come mai avrei potuto altrimenti. Ero nella condizione di versare me stesso in un’altra “pelle”, in una lingua e cultura acquisita. In questo modo sono riuscito a vivere la mia poesia in due dimensioni.

Il critico che scrisse l’introduzione dichiarò per sbaglio che io scrivevo in inglese e poi traducevo in italiano. Per quell’errore fu felice di scrivere una Errata Corrige, che troverete nella pagina sciolta inserita nel libro. In quel breve saggio addossa la colpa direttamente sulla mia abilità nelle due lingue. Quella è una scusa che felicemente accetto.

Leggerò ora una selezione di poesie in inglese prese da ognuna delle quattro parti del libro, passando con piacere all’originale italiano qualora ci fosse una specifica richiesta dal pubblico.

Diego Bastianutti
Istituto Italiano di Cultura
Vancouver, Canada
11 settembre 2008

IL MARE

Cosa significa per me l'acqua, il mio senso del mare? Per me che nacqui a Fiume, dove i primi anni di scuola furono sotto il Fascismo e gli ultimi due sotto il comunismo di Tito, per poi passare a Camogli sotto un tipo di democrazia semi capitalista, e infine negli Stati Uniti e in Canada, il mare l'unica costante rimasta intoccata da ideologie, da supremazie culturali, da vane ambizioni di animi affetti dalla bulimia postmoderna. Una volta avrei potuto dire lo stesso per il Latino liturgico in cui mi ritrovavo ovunque andassi per il mondo.

Ogni mare che vedo mi mozza il fiato. Ogni volta sono stravolto dalla sua immensità, dal suo potere misterioso. Quando mi avvicino, mi immergo e mi tuffo nel mare, è come se fossi travolto da un'intensa passione per la donna amata. Nel mare ho la sensazione di librarmi nel vuoto come un uccello, con le mani accarezzo la trasparenza marina come se fossero i fianchi levigati dell'amata. L'acqua a Venezia si presenta per me sotto diversi aspetti: se dai Murazzi guardo il mare aperto, ne sento lo stesso effetto indicibilmente misterioso e affascinante che mi dà il deserto di dune; sento la sua corposità, la sua forza, la sua insistente carezza. Nell'interno della laguna invece, l'acqua assume un aspetto completamente diverso. È come essere penetrato negli appartamenti privati di una donna esotica e osservare attonito gli intimi e segreti moti e riti che la rendono misteriosa e ambita. A spasso per Venezia di notte, sento suoni diversi incastonati nel silenzio come chiocciole involute nella pietra, canali stretti nel silenzio come un talismano, acqua come gonna di lucido raso che sale e scende lungo erotici fianchi di palazzi, ponti bianchissimi nella notte come leccati dai gatti. E di giorno, com'è struggente e misteriosa la fascia lucida d'acqua sotto i ponti che la riparano dagli aghi di pioggia che trapuntano i canali. Qui, come in tutte le città di mare che ho visitato, i vincoli tra oggetti e paesaggio, tra la gente e la sua storia, sono visibili e travolgenti.

Mi manca Venezia terribilmente. È la città che ho adottato e che più mi ha fatto sentire suo figlio sia per la comune cultura e lingua che per il modo particolarmente vivo di partecipare alla vita sociale di tutti coloro che hanno tratto il primo respiro lungo il littorale nord orientale dell'Adriatico. Ma forse la chiave a questo mio affetto per Venezia sarà sempre il mare e i due amici che mi ci hanno accolto nel lontano 1971.

Diego Bastianutti

Wednesday, December 3, 2008

POETRY WORKSHOPS

This Fall I was happy to offer a series of Poetry Workshops sponsored by World Poetry. The idea of offering workshops specially tailored to budding and established poets has been a dream of Ariadne Sawyer and Alejandro Mujica Olea for a number of years.

The well-known poet and editor Bernice Lever and I were asked to mount a series of workshops covering topics of interest to prospective participants. Bernice and I decided to offer separate workshops enabling poets to choose what best suited their interests.

Maria Sammarco generously offered to host three workshops at her home. This setting was enjoyed by all participants. The three workshops held from 2:00 to 4:00 pm, are as follows:

November 15, 2008 >> The Sound in Poetry: alliteration, repetition, assonance,
consonance, onomatopoeia, rhythm and rhyme.

November 29, 2008 >> Euphony or Semantic linkage:
unifying sounds, play of lexicon
and syntax.

December 13, 2008 >> Metaphors, Similes, and Symbols.

I will offer the next series of three Poetry Workshops in February and March 2009.

The topics, cost, and times will be posted here as well as on the World Poetry. homesite.

Tuesday, December 2, 2008

Sold out in stores; still available in person!


With his recent interview (Listen) on CBC Radio's program, North by Northwest, Diego Bastianutti, winner of the 2008 International Literary Prize (Miramare, Trieste) cannot keep up with the demand for Per un pugno di terra/For a Fistful of Soil.
His award winning collection of poetry has sold out at all Lower Mainland stores, and buyers are urged to contact Professor Bastianutti directly.
(Cost is CAD $25 for the book, plus $3 shipping.)
Phone: 604-454-9911
NEW Email: diegob@shaw.ca

Tuesday, September 25, 2007

THE 490

Volume I. No.1 Wednesday, April 4, 2007

Review: Diego Bastianutti, For a Fistful of Soil.

Bastianutti Lets the Dirt Fall and Plants Seeds

By Mavis Lui

Reading Series: Poetry Around the World.

Date: March 14th, 2007 at 6:30pm.

Venue: Indigo Books, Park Royal, West Vancouver.

A glass skylight admitting dusk and hints of daylight hung above a handful of quiet listeners. Outside of the brightly decorated bookstore, there was the rush and bustle of trained shoppers. Inside, a very small group of people patiently - and silently - waited for the poetry reading to begin. Pandora’s Collective was hosting its Poetry Around the World Reading Series at Indigo Books in West Vancouver. It was 6:30 on a Wednesday evening and the line-up for the night was an elderly Greek lady, a fresh-looking twenty-something, and the reason I had attended: Diego Bastianutti.

Bastianutti, born in 1939, spent his early childhood in Italy before immigrating to the U.S. and then to Canada. In his new book of poetry, For a Fistful of Soil, Bastianutti discusses his life-long struggle to re-connect with his Italian roots while holding on to his Canadian identity. Bastianutti was a professor of Spanish and Italian Literature at Queen’s University. He is now retired and lives with his wife in Vancouver.

An awkward reading by the Greek lady (unfortunately her accent was so thick, I had trouble understanding her) was followed by the nervous young man. His dirty blond hair, tight t-shirt, relaxed drawl and beach-themed poetry made him seem like he surfed right into the bookstore. Next was Diego Bastianutti. He stood as a complete contrast to his former presenter, exuding confidence, years of experience and a multi-cultural appeal. He immediately won the giggles and chuckles of the audience by first announcing, “Please don’t applaud because it uses up time.” Bastianutti continued on to introduce For a Fistful of Soil; he explained the meaning of the title. As a young teenager, Bastianutti had grabbed a fistful of Italian soil before departing to North America – a memento. He kept that soil for years in a plastic baggy; it eventually became a symbol of his attempts to relate to his former homeland. It wasn’t until he returned to Italy decades later that he could finally settle his confusion and discover his distinctiveness as a person without the sole label of “Italian” or “Canadian.” Bastianutti speaks of the small handful of soil after this defining experience: “I let it fall between my fingers, I could finally let go.”

Bastianutti discusses his identity as a Displaced Person. He believes that as human beings, we are all displaced, all the time. We must adapt; and that is not an easy task. We integrate with society and in turn society assimilates with us. Canada is a country of immigrants. It is easy to withdraw and rot. Clearly, this is something that Bastianutti did not do.

After reading a few selections from his new publication, including “Dust” and “To Know You,” Bastianutti talks about poetry itself. He believes poetry should be a composition of words and thoughts that have the following elements: a free verse form, symbolism, and musicality. His goal is “to let you become a poet … to plant a seed in your mind and let it grow.” In agreement, I found Bastianutti’s reading to be both effective and enlightening.

Bastianutti ends his reading in the same joking, light-hearted manner he had begun with. He asks himself why he writes poetry: “Because I’m lazy! A few verses – puff! – a poem!”

By now, the glass skylight had turned into a mirror – it was night and the reading was coming to a close. But not for me, I still had an interview with Dr. Diego Bastianutti…

See “My Interview” page 3.

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Book Review

For a Fistful of Soil/ Per un Pugno di Terra

The Third Volume of Poetry

by

Diego L. Bastianutti

(available at most Chapters/Indigo Bookstores, and Sophia Books in Vancouver)

Is it possible to read a volume of poetry all in one sitting? As if it were a story that with its engaging plot and pressing rhythm rivets you inexorably till the very last page?
It happened with the book “For a Fistful of Soil”. The author is Diego L. Bastianutti, born in ’39, a university professor specialized in Spanish literature.
Before letting ourselves be carried away by these verses, we should delve into the less poetic but undoubtedly striking journey that has led to this publication, prefaced by Sergio Maria Gilardino, professor of the Germanic language of a small mountain community in Piedmont. The publishing house is Zeisciu, whose main interest is the recovery of the culture of North Eastern Italy, with particular attention for the high valleys of Mount Rosa and the two banks of the Ticino River, where the Walser ethnic people have left evidence of their civilization. And not just this, since the book is a niche product, forged by a special sensitivity, by experiences of ethnic minorities and of diglossia, well suited to the multiple journeys of the book.
Bastianutti’s verses rush forward, moving straight toward their objective, to narrate an adventure made of powerful emotions, atavistic nostalgias, regrets of lives never lived.
Our author was born in Fiume, a city he left with his family when he was very young, following the exodus of the Italian population from those territories after the II World War, and the advent of communism under Tito. First to Genoa then to North America. At this point the plot thickens, and becomes unique rather than usual: New Orleans, Toronto, Kingston, to then return to Europe, in the Sicily of Taormina, only to go back to North America, and settle in Vancouver, Canada.
These meanderings reflect the impossibility of giving a meaning the exile of that child who recalls nothing personal but who lives the feelings of a whole people. He searches for a home he never had, along a road that an entire life would not be enough to travel. His travelling companion is the nostalgia for something that never happened, for stories never lived: a crossword puzzle – as in the homonymous poem of Bastianutti – which in its word crossings, fatally contains an incredible, trivial, simple error that will deny any final closure. A concept that gives no solace yet sets the mind at ease in the arms of his beloved on whom is poured all the positive will of a spirit yearning for hope, in spite of all the adversities.
The book is divided in chapters – the story of his life – at times deeply bitter, other times truly genuine explosions of future with the longing to finally embrace the whole world and be able to live at peace with himself.
It’s unsettling to feel so clearly, almost physically, the author’s consuming pain for the fate that struck his family in the first place, and only marginally him as a boy; and yet for the poet it becomes almost a sin to expiate, the impossible return, a stigmata which reopens and disappears without ever healing completely. Exile becomes dogma, and the search for the self and its own dimension becomes a secular faith.
Like another great poet from Fiume, Osvaldo Ramous, who defines himself “a veteran of failed escapes” and ends up remaining in Fiume, becoming nonetheless a “stranger” to himself, so also Bastianutti carries with him the mark of the mestizo. Two life stories compared in the face of one great suffering inflicted on an innocent people.
Bastianutti’s success is to have been able - with the rare gift of poetry -, to sublimate a vortex of emotions and to give voice to the suffering of his people, wherever they might be, at home or thousand Oceans away. He has given voice to an untold story, that only now emerges from the private sphere, and seizes upon testimony as deeply felt as that of the author.
Identities desecrated through the loss of one’s lands, as has happened and continues to happen in so many places the world over.
Therefore, we believe that his verses should be read in public for a collective catharsis, necessary today more than ever.
His poetic tales of the Sicilian period merit a separate consideration. In the age of visual imagery, we could say that every poem is the plot of a film. The sequences follow one another with incredible force, suggesting sentiments and emotions along with themes, ancient in some way because here he has found man’s path through history and in a Mediterranean Sea which is myth and culture, the strength of tradition.
Neither is there any false modesty in the love poems, which reveal that infinite tenderness which every woman would like to have whispered to her.
We don’t know if the book, - published in 2006, in the side by side Italian and English versions, both works of the author, who in effect translates himself -, has a wide distribution. But if you happen to find it, you should read it without delay, all at one go, as we did.
Rosanna Turcinovich Giuricin
CDM- Arcipelago Adriatico
March 26, 2007
(English translation of Diego Bastianutti)


Italian original

Per un Pugno di Terra – For a Fistful of Soil

Il terzo volume di poesie
di
Diego L. Bastianutti

(in vendita presso tutte le librerie Chapters/Indigo, e Sophia Bookstore a Vancouver;
la Libreria Hoepli a Milano e la Libreria Misuraca a Cefalù, Sicilia)




É possibile leggere un volume di poesie tutto d'un fiato? Come se fosse un racconto che con la sua trama avvincente ed il ritmo incalzante ti inchioda inesorabilmente fino all'ultima pagina?
É successo con il libro "Per un pugno di terra". L'autore è Diego L. Bastianutti, classe '39, docente universitario appassionato di letteratura spagnola.
Doveroso, prima di lasciarci rapire dai versi, indagare sui percorsi, meno poetici ma senza dubbio suggestivi che hanno portato alla sua pubblicazione, che si avvale della prefazione di Sergio Maria Gilardino, insegnante di lingua germanica di una piccola comunità montana piemontese. La casa editrice è la Zeisciu che si occupa del recupero della cultura dell'Italia nord occidentale con particolare riguardo alle alte valli del Monte Rosa e di entrambe le sponde del Ticino dove la popolazione di etnia Walser ha lasciato testimonianza della propria civiltà. E non solo. Questo per spiegare che si tratta di un prodotto di nicchia, voluto da una sensibilità particolare, da esperienze di minoranza e di diglossia, che ben si sposa con i percorsi del libro.
I versi di Bastianutti vanno di corsa, dritti alla meta, a raccontare una vicenda fatta di sensazioni forti, di ataviche nostalgie, di rimpianti di vite mai vissute.
É nato a Fiume il nostro autore, città che ha lasciato quand'era molto piccolo con la sua famiglia, in seguito all'esodo della popolazione italiana da quei territori dopo la seconda guerra mondiale e l’avvento del comunismo di Tito. Prima Genova poi l'America. E qui il percorso s'infittisce e da familiare diventa personale: New Orleans, Toronto, Kingston, poi il ritorno verso l'Europa, nella Sicilia di Taormina, poi ancora l'America per raggiungere Vancouver in Canada.
Su questo viaggio pesa l'impossibilità di dare un senso all'esilio di quel bambino che non ricorda nulla di personale ma che vive le sensazioni di tutto un popolo. Cerca la casa che non ha mai avuto lungo una strada che, a percorrerla tutta, non basterebbe una sola vita. Compagna di viaggio è la nostalgia di qualcosa che non è mai successo, di storie mai vissute: un cruciverba - come nella poesia omonima di Bastianutti - che contiene, fatalmente, nei suoi incroci di parole, un incredibile, banale, semplice errore per cui non potrà mai portare alla soluzione definitiva. Idea che non consola ma che pur si cheta tra le braccia della donna amata sulla quale si riversa tutta la voglia di positività di uno spirito che anela, comunque e nonostante tutte le avversità, alla speranza.
Il libro è diviso in capitoli, che sono la storia della sua vita, a volte profondamente amari, altre volte vere e proprie esplosioni di futuro con la voglia di abbracciare finalmente il mondo e riuscire a vivere persuaso.
Sconvolge avvertire in modo così chiaro, quasi fisico, il dolore struggente dell'autore per il destino che ha colpito la sua famiglia in primo luogo, e solo marginalmente lui bambino, eppure diventa per il poeta quasi una colpa da espiare, l'impossibilità del ritomo, una stimmate che si riapre e svanisce senza guarire definitivamente. Un dogma l'esilio, una fede laica la ricerca dell'io e della propria dimensione.
Come per un altro grande poeta fiumano, Osvaldo Ramous, che si definisce "veterano di fughe mancate” e finisce per rimanere a Fiume ma diventando comunque "straniero" a se stesso, Bastianutti si porta appresso il marchio del meticcio. Due storie a confronto per un'unica grande sofferenza imposta ad un popolo senza colpa alcuna.
La fortuna di Bastianutti è di essere riuscito con il dono raro della poesia a sublimare un vortice di sentimenti e dare voce alla sofferenza delle sue genti, dovunque esse siano, in
a casa o lontano mille Oceani; ha dato voce al silenzio di una storia che solo ora esce dalla sfera del privato e che si aggrappa a testimonianze così profonde come quella dell'autore.
Identità profanate attraverso l'alienazione del territorio. Come è successo in tanti luoghi del mondo e continua a succedere.
Crediamo pertanto che i suoi versi vadano letti in pubblico per una catarsi collettiva, necessaria oggi più che mai.
Un cenno a parte meritano i suoi poetici racconti del periodo siciliano. Nell'epoca dell'immagine si potrebbe dire che ogni poesia è la trama di un film. Le sequenze scorrono con un'incredibile forza suggerendo sentimenti ed emozioni con tematiche per certi versi antiche perché qui egli ritrova il cammino dell' uomo attraverso la storia e in un mare Mediterraneo che è mito e cultura, forza della tradizione.
E non c'è alcun falso pudore neanche nelle poesie d'amore che rivelano quella tenerezza infinita che ogni donna vorrebbe sentire sussurrata.
Non ci è dato sapere se il libro, - pubblicato nel 2006 nelle due versioni a confronto, italiana e inglese, tutte e due opera dell'autore che di fatto traduce se stesso -, abbia avuto una buona distribuzione. Ma se vi capita, è da leggere senza indugio, d'un fiato, come è successo a noi.
Rosanna Turcinovich Giuricin
CDM- Arcipelago Adriatico
26 marzo 2007
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Monday, September 24, 2007

New review of my book

Book review by Prof. Roberto Buranello (College of Staten Island, Cuny) in Quaderni d'Italianistica, vol. XXVIII, No. 1, 2007; pp.189-91.

Diego L. Bastianutti. Per un pugno di terra / For a Fistful of Soil. Magenta (Milano): Associazione Culturale Zeisciù Centro Studi, 2006. Pp. 239. ISBN 88-87405-18-2. $30.

An established scholar of Italian and Spanish literature, formerly of Queen's University in Kingston, Ontario, Diego Bastianutti's passion for literature has taken on a more actively engaged dimension over the last ten or fifteen years with his emergence as a talented poet who writes with equal confidence in English and in Italian. His previously published volumes of poetry, Il punto caduto (1993) and La barca in secco (1995) were critical successes and boded well for this new direction. Equally impressive was his translation, A Major Selection of the Poetry of Giuseppe Ungaretti (1997), which garnered him the John Glassco Translation Prize of 1998, awarded by the Literary Translators' Association of Canada. A member of the League of Canadian Poets, he remains a regular contributor to the local poetry scene in Vancouver where, for example, he reads his work at The World Poetry Reading Series at the Vancouver Public Library, and, more recently, was invited to the Istituto Italiano di Cultura's twentieth anniversary celebration of the Association of Italian and Canadian Writers. Per un pugno di terra / For a Fistful of Soil is a happy marriage of both his talents as a poet and translator since this edition boasts poems in Italian with facing-pages English renderings by the author himself. For example:

Qui /là

Qui
dove si gloria la monotonia
di cose nuove
già vecchie nate
non voglio stare

Lasciatemi andar là
dove ogni gesto e parola
profumo e sapore
è dolce reminescenza
(124)

Here / There

Here
where the monotony
of new things born
already old is glorified
I don't want to stay

Let me go there
where every manner word
scent and taste
is sweet reminescence.
(125)

For the reader with competence in Italian and English, the poems collected here merit reading in both languages.
The experiences and observations of Diego Bastianutti, who emigrated from Fiume to Toronto (via the USA), then to Cefalù, and finally returned to Vancouver, are rich, varied, and conveyed intensely in his poetry. The feelings of disorientation, bitterness, despair, longing , and frustration, as well as those of joy, love, serenity, success, may certainly be considered from the point of view of the immigration experience, as the poet himself has readily admitted, since they allow for a distinct perception and, perhaps, a heightened sensitivity to one's surroundings. The importance placed on the settings may first be noticed in such titles as Un solo verso (Sicilia, 1997-2003), Segesta, Saline di Trapani, Mozia, Cefalù, as well as Dialoghi di cuoio (a Paolo Brugnone, Cefalù, 2003), Promemoria (rientro dall'esilio, 1997), and Meticcio (Fiume, Toronto, Cefalù, Vancouver). These and others are places for meditation, reflection and, finally, expression of the intimate and personal journey that has become vaster, more essentially meaningful.
Already from the book's presentation, the reader is aware of expanding horizons since the single author has composed poems in two languages, divided into four sections: I. Terramara (22-77); II. Non più solo (80-131); III. Il complesso di Anteo (134-203); IV. Senza più confini (206-239). Although some readers of Bastianutti's poetry may recognize one or two poems from his previous work, here they are re-presented and contextualized within a broader perspective.
The poems in Terramara often express bitterness, even "[d]isperazione panico paura" (Passero, 36) and straining to be heard and comprehended. In the opening poem, Il dono, the image of the serpent ("Il serpente si avvinghia / attorno al mio melo / e mi offre / la parola" [22] urgently conveys this. Its reappearance in Allo specchio ("E il serpente in calore /mi allingua insistente / mi lima l'anima" [44] brings with it various expressions of despair, longing, and frustration only to conclude with vorrei cantarlo's final, "[...] e ascolto contro i vetri / il mio canto muto" (76) As the title Non più solo implies, this section contains reflections on love and hope for the future. In Al di là dal vetro, he declares, "Trattengo il fiato / per non appanare / la mia gioia" (82) and further, in In te mi affaccio, he states "In te mi affaccio a me / e t'amo" (128). In Il complesso di Anteo, Bastianutti has returned to Italy, to Sicily, where the very soil strengthens and enriches him. The land, the sea, the sky, the fishermen, and the cobblers that are depicted in his poems -- all exude vitality and nourish him in his return to Italy. His search for "un verso di gratitudine / per aver atteso paziente / che arrivassi io / a capirmi / e a sciogliere / le catene" (138) ultimately concludes with the vision of "[..] sfuggenti ali / rosso gialle / di ginestre e fichidindia / sporti a picco / sulla rupe" (Pace, (202) before leaving Sicily. In Senza più confini Bastianutti has returned to Canada, to Vancouver, more reflective of his journeys and their implications. In Il tempo non scandito he wishes "ad assoporare il futuro / mediato da un passato / non ancora sciupato / dal presente" (212) and concludes with the peace of mind that his choice to leave behind that "pugno di terra" was the correct one since he does not need to obsess over any one particular place: "Con la pace in tasca / la luna e il sole mi sorridono per ogni dove / e ormai faccio parte del futuro / per quel che sono: / un meticcio" (225).
Diego Bastianutti's proud declaration of his status as a "meticcio" who partakes more completely in the present through a thoughtful reappraisal of the past and who now looks to the future is truly hopeful and inspiring. While the poems contained in this handsome volume, complete with an insightful introduction by Sergio Maria Gilardino (8-12), do treat issues relating to identity and belonging -staples of Italian Canadian (or more broadly, "ethnic") literature, their appeal is not limited to the confines of that literary category. In varied and beautiful verse in Italian and English, Diego Bastianutti distinguishes himself as an honest, sensitive, and perceptive poet who speaks to essntial human needs and desires.

Roberto Buranello
College of Staten Island / CUNY





Bird of Hidden Desire (in pastels)

Don Quijote (in pastels)

Classical Greek Horses (bas-relief in clay)


Saturday, June 9, 2007

Readings and Prizes

I have been quite busy with readings and book signings of my my latest volume of poetry, For a Fistful of Soil/ Per un pugno di terra, Zeisciu Centro Studi: Magenta, 2006. Pp. 239:

March 10 @ Indigo Books in Park Royal, West Vancouver
March 24 @ Chapters Books on Robson St., Vancouver
April 17, @ US Consulate in Vancouver: a video conference on poetry linking writers from New York, Montreal, Ottawa and Vancouver.
April 21 @ Indigo Books, North Vancouver
May 29 @ Interview and poetry reading @ Radio Cafe' on Radio Co-op of Vancouver
June 16 @ Chapters Books on Granville St, Vancouver (3:00-5:00 pm)
June 2: four of my poems in English (Scar, How Will it Be?, Time, To Stop Time) have just been published in the Voices Israel Anthology 2007

June 16: Awarded Second Prize ($200) for my short story Appeso a un fico at the "Italian Week Literary Awards" sponsored by the Italian Embassy in Ottawa.

May 23, 2008: received International Literary Prize "Scritture di Frontiera", dedicated to Umberto Saba, In Trieste, Italy ($1,500). The jury was composed by writers and critics of international fame. I was honoured to be in the company
of Boris Pahor, candidate to the Nobel Prize and recipient of Prize to his Career.

On February 27, 2009, I will be honoured by World Poetry with a Lifetime Achievement Award. I deeply appreciate this wonderful recognition.